Esplode la voglia di bollicine: le migliori si trovano allo Zio d’America

Esplode la voglia di bollicine. In questo caso quelle frizzanti e dorate dei migliori spumanti prosecchi e vini spumanti italiani e dei migliori champagne, che lo Zio d’America seleziona per la sua clientela.

Per gustare al meglio le bollicine c’è un rituale d’obbligo che accompagna il servizio di questi raffinati prodotti:

  • come raffreddare il vino alla giusta temperatura di servizio
  • quali bicchieri scegliere
  • come stappare la bottiglia
  • come versare il vino nel bicchiere.

Solo in questo modo il perláge ( le finissime bollicine che salgono dal fondo e sembrano non finire mai) del nostro spumante o prosecco o vino spumante, o per l’esterofilo, lo champagne, sarà esaltato nel migliore dei modi e l’esperienza degustativa diverrà unica.

IMPORTANTE – Le bollicine, di qualunque provenienza siano,  vanno servite fresche ma non fredde!

La temperatura giusta per gustare al meglio le bollicine

Per i vini giovani e molto aromatici la temperatura indicata è intorno ai 6°-8° C, per quelli più maturi e complessi (come i millesimati importanti) la temperatura indicata è intorno ai 10°-12°. Per raffreddarlo si può mettere la bottiglia in frigo (mai nel congelatore) qualche ora prima, ma il metodo migliore e con più fascino è il secchiello del ghiaccio (quello vero, non la glacette di plastica, altrimenti diciamo addio al fascino) che consente di mantenere il vino fresco durante tutto il pasto. Va da sé che l’utilizzo di bicchieri raffreddati o di cubetti di ghiaccio nel bicchiere non sono buoni metodi.

La scelta del bicchiere: flûte o tulipano?

Il bicchiere a coppa è indicato per gli spumanti dolci. Per tutti gli altri, sino a qualche tempo fa, regnava indisturbata la flûte, il cui calice affusolato esalta il perlage  mentre il gambo lunghissimo, oltre ad essere elegante, favorisce l’impugnatura del bicchiere per lo stelo così da tenere la mano lontana dal calice impedendo che trasferisca calore al vino.

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(Fonte Immagine www.quattrocalici.it)

Oggi però molti sostengono che la flûte, per quanto bella e ispirata, penalizzi eccessivamente gli aromi e che quindi sia da preferirle il calice a tulipano da vino bianco, la mezza-flûte o alcuni nuovi calici appositamente disegnati dai produttori specializzati nei bicchieri da degustazione che, pur mantenendo la forte verticalità, aumentano la superficie di contatto con l’aria consentendo al vino di “respirare” di più e di liberare più generosamente gli aromi. Questo parere, molto in voga, varrebbe non solo per i vini metodo “Charmat” che presentano profumi più delicati ma anche per gli spumanti metodo “Classico”, inclusi gli champagne, che pure esprimono aromi complessi e intensi. L’utilizzo del tulipano è sicuramente consigliabile per il consumo a tutto pasto, quando la flûte risulta davvero scomoda, mentre al brindisi o per l’aperitivo noi continuiamo a subire il fascino di questo elegante bicchiere: può darsi sia sbagliato ma sulla flûte ci sentiamo vetero-tradizionalisti.

Ultime raccomandazioni: il vino si gode anche con lo sguardo, lo spumante poi offre davvero un bello spettacolo, quindi scegliamo bicchieri senza colori e, se non di cristallo, almeno di un bel vetro sottile e trasparente, possibilmente liscio, senza incisioni o sfaccettature. Naturalmente anche la pulizia del bicchiere è molto importante, nel senso che, oltre a rimuovere lo sporco è necessario che sul calice non restino aloni, ditate e tracce di detersivo che potrebbero rovinare l’effetto scenico delle bollicine.

Lo spumante avanzato può essere brevemente conservato (meglio per non più di un giorno) in frigo, nella sua bottiglia accuratamente richiusa: attrezzatevi con un tappo apposito che limiterà la fuoriuscita dell’anidride carbonica.

E’ tutto. Avete già acquistato il vostro spumante? Se non lo avete ancora fatto venite allo Zio d’America e potrete scegliere non solo quello ma anche i migliori prosecchi, vini spumanti o champagne.

Le bollicine vi aspettano.